sabato 17 marzo 2018

Il mistero di Villa Tacchi: per fare del bene, ogni occasione è buona... e divertente.

A tutte e a tutti buonasera!

DOMENICA 25 MARZO 2018 DALLE 14.30 ALLE 17.30, IL MISTERO DI VILLA TACCHI TERZA EDIZIONE


Sono lieto di invitarvi, nessuno escluso, ad un evento che si sta affermando sempre più come appassionante, coinvolgente ed evento irrinunciabile nel panorama ludico della città di Vicenza: "Il Mistero di Villa Tacchi" terza edizione, evento proposto da Assogevi (Associazione Generazioni Vicine).
La partecipazione, consigliata ad un pubblico dai 6 ai 99 anni, è assolutamente GRATUITA e il divertimento assicurato così come i numerosi PREMI per tutti i partecipanti; sarà inoltre organizzata anche una SUPER LOTTERIA con in palio una COLOMBA MAGNUM DA 5KG!



L'anno scorso 150 investigatori si sono sfidati a fil di logica ed intuito per smascherare il colpevole di un efferato assassinio... Quest'anno, sperando di raggiungere l'obiettivo dei 200 partecipanti, lo staff di Assogevi vuole mettervi alla prova nel risolvere un rompicapo, la cui risposta dipende dall'abilità di ogni squadra nel superare piccole prove, dei giochi molto divertenti e stimolanti tra i quali passa la pallina e cornhole, che daranno accesso al pezzo di un piatto con iscrizione in codice.

Superate i vari giochi proposti, rimettete insieme l'antico piatto e decodificatene la scritta per risolvere il mistero che avvolge Villa Tacchi come spire nebbiose.


Partecipiamo numerosi, numerosissimi per sostenere questa utile e fantastica associazione fatta di volontari, professionisti e non, che vogliono ancora credere che l'aiutare il prossimo vicino, partendo dal proprio quartiere e dalla propria città possa e debba fare la differenza per molte persone... E anche se fosse per una sola la passione e l'impegno non cambierebbero!

Per questa edizione de "Il Mistero di Villa Tacchi", di cuore si ringraziano tutti colore che con il cuore hanno donato affinché anche quest'anno questa che si preannuncia una magnifica giornata abbia preso vita:


Assogevi - Ente di promozione culturale annovera tra le sue attività a favore e a sostegno di bambini, ragazzi, adulti e anziani, famiglie del quartiere di San Pio X e della città di Vicenza tutta:
- Formazione
"Il desiderio di essere utile alla comunità è la motivazione che ci spinge a cercare sempre nuove collaborazioni e nuovi progetti per soddisfare le esigenze dei più"
- Aggregazione
"Aggregare è un magnifico modo per conoscere e per farsi conoscere. I nostri momenti aggregativi sono divertenti e ogni anno le proposte si rinnovano".




Ci vediamo tra una settimana, ci conto!
Zaffo

sabato 3 febbraio 2018

I cartoni animati fantasy che hanno segnato il nostro immaginario. Dite la vostra!

Buon sabato ragazz*!
Ahhhh (sospiro di sollievo), finalmente torno a scrivere dopo quasi un mese: lavoro, impegni, stress... Tutte cose che in questo momento mi piace dimenticare, qui seduto sul mio divano con accanto mia moglie, l'amore della mia vita, e i nostri due gattoni: questa è la vera vita!

Quello che invece mi piace ricordare sono i cartoni animati fantasy che mi hanno, ma credo proprio ci hanno, segnato nell'immaginario fantasy che come un bagaglio pieno di meraviglie ci accompagnano nelle nostre vite e, in qualche modo, influenzano consapevolmente o meno i nostri scritti, i nostri gusti, le nostre letture.
Siete d'accordo?

Tempo di lettura 15 minuti

3 POSTO
In un'immaginaria classifica, io metterei al terzo posto del podio "Mystic Knights of Tir Na Nog" ovvero, nell'edizione italiana "Mystic Knights: quattro cavalieri nelle leggenda". 

Non si tratta di un cartone animato, è vero, però lo davano il pomeriggio assieme ai cartoni animati... Quindi...

Correva l'anno 1998 e la trama tratta di magia, intrighi e misteri in una serie epica antica ambientata nei suggestivi paesaggi irlandesi
"Molto tempo fa, lontano dagli oceani su un'isola mistica, visse la regina Maeve di Temra. Maeve voleva governare la terra della sua nascita, il pacifico regno di Kells. Quindi chiamò la fata oscura Mider, che le diede la mistica Pietra delle Rune che permise a Maeve di usare la stregoneria, il più delle volte per evocare creature mistiche e pericolose come orchi e giganti malvagi, che inviò per distruggere Kells. 
Il Re Conchobar di Kells sentì parlare del piano malvagio di Maeve e cercò un modo per proteggere il suo regno e il suo popolo. 
Rohan, un apprendista di druidi, scoprì un'antica pergamena che narrava di un guerriero leggendario chiamato Draganta che avrebbe salvato quel regno. Dato che la voglia di Rohan corrispondeva a un segno prominente sulla pergamena, il re mandò Rohan alla ricerca di Draganta, con il suo amico il ladro riformato Angus.
Ai due si unirono il principe straniero Ivar e dalla figlia del re, la principessa Deirdre, che li seguì. 
Raggiunsero il regno di Tir Na Nóg, governato dal re delle fate, Fin Varra, che sottopose il gruppo a vari test per determinare la loro dignità, che alla fine passarono. 

Fin Varra diede loro un'altro pezzo dell'antica pergamena e armi mistiche che danno il controllo degli elementi della natura: Fuoco, Aria, Terra e Acqua. 

I quattro giovani guerrieri combatterono contro le quattro Sentinelle di Temra, che proteggevano le armature elementali e sconfiggendole si guadagnarono il titolo Mystic Knights (Rohan divenne il Mystic Knight del fuoco, Angus della terra, Ivar dell'acqua e Deirdre dell'aria)".

Tra gli altri personaggi ricorrenti: la terribile e infida Regina Maeve (Charlotte Bradley) del Regno di Temra, Re Conchobar (Stephen Brennan) e Cathbad (Barry Cassin). Haim Saban 
è il produttore esecutivo.
Storie sicuramente avvincenti, belle idee ma... la realizzazione poteva essere maggiormente curata soprattutto nei costumi, nelle ambientazioni e nelle atmosfere.

2 POSTO
Al secondo posto: "I cavalieri del Drago", anno 1990, trasmesso dalla mitica JuniorTV.
Di origine giapponese, si tratta di uno shōnen manga di genere fantasy ispirato alla celebre saga videoludica "Dragon Quest" e ambientato nello stesso universo narrativo. 

La serie narra le avventure di Tom, figlio del Cavaliere del Drago Baron e della principessa Diana. 

Naufragato quando era ancora in fasce sull'isola di Dermlin viene trovato, allevato ed educato da Ubaldo o "nonno" per Tom, ossia un saggio ed anziano mostro capace di usare molte magie e che fa da patriarca dell'isola.

Tom cresce libero e spensierato e sogna il mito del Prode Guerriero, di cui il nonno gli racconta sempre, ossia colui che sconfiggendo il demone malvagio a capo dell'esercito di mostri che assalì l'umanità anni prima, provocando una sanguinosa guerra, non solo portò la pace nel mondo degli uomini ma donò una vita pacifica anche ai mostri facendo in modo che molti di loro si trasferissero a vivere proprio su quest'isola deserta per evitare ulteriori scontri con gli umani che ormai diffidavano di loro. Neanche a dirlo, Tom vuole diventare un Prode Guerriero.

La storia vera e propria inizia con i regni di tutto il mondo che vengono attaccati dall'esercito demoniaco nuovamente tornato a scatenare la guerra contro l'umanità. 
Dopo una serie moooolto ma mooolto lunga e complessa di vicissitudini, incontri e scontri, Tom dovrà partire per la sua grande avventura al fine di combattere e annientare l'esercito malvagio e il suo comandate, il Demone Hadler, per riportare la pace nel mondo. 
A Tom si unirà Daniel, un apprendista mago di 14 anni, simpatico ma assai fifone, e Mara una guerriera chierica di cui Daniel prontamente s'innamora perdutamente.
Poi tocca a Drakon, il mio personaggio preferito, detto il Re delle Bestie Feroci, che inizialmente è un nemico del gruppo, rivestendo il ruolo di  Comandante di uno dei sei corpi d'armata in cui è suddiviso l'esercito demoniaco, ma dopo un paio di scontri coi nostri resta profondamente colpito e ammirato dalle loro qualità morali, in particolare di Daniel, che fino a quel momento era stato fifone e rifuggiva le battaglie ma proprio contro di lui riesce a trovare un coraggio, una forza d'animo e uno spirito di sacrificio inaspettati, e dunque ripudia le sue azioni malvagie, giura di fare ammenda dei suoi errori e passa dalla parte dei prodi. 

Ai nostri eroi si uniranno Nemesis, Signore dell'Immortalità: analogamente a quanto accaduto a Drakon, anche lui dopo un paio di scontro coi nostri finisce per riconoscerne il valore ed abbracciarne la causa; Leona, molto abile nell'uso delle magie curative; il topo karateka Chiu, buffo personaggio ma di grande carisma; Baran, il Cavaliere del Drago originale e padre di Dai, da prima anch'egli terribile nemico comandante del corpo d'armata dei draghi poi, come da canovaccio che si ripete per la terza volta, si converte e si decide a combattere lui al fianco del figlio... Via via, inoltre, un lungo elenco di personaggi minori che compongono una costellazione di alleati.

Tra le flla dei malvagi citiamo invece lo stregone e alchimista Zorax, comandante del corpo d'armata degli stregoni e druidi; Raven, un mostro con metà corpo di ghiaccio e metà di fiamma creato dallo stesso Hadler; Elios, essere oscuro e inquietante che nonostante sia solo un comandante di corpo d'armata (il corpo degli spiriti oscuri, fantasmi, ombre, armature animate....), sembra però possedere delle capacità che vanno molto oltre quelle di tutti gli altri, Hadler compreso, ed essere strettamente legato al grande Satana in persona e custodirne i segreti; infine il sicario personale del grande Satana, Daymon detto "La Morte", che non è a capo di nessun corpo d'armata ma si occupa solo di eliminare direttamente qualunque figura Satana gli ordini Daymon) detto "La Morte".

Tutti questi personaggi a uno a uno sveleranno i loro segreti e le loro capacità e in un crescendo di scontri sempre più avvincenti e drammatici si arriverà ad un'epica battaglia finale, davvero epocale, tra il bene e il male, dove ci si gioca il destino del mondo intero. 
Alla fine forse il bene trionferà ma.... A quale prezzo? A quanti dei compagni d'avventura a cui ci si è fortemente affezionati si dovrà dire addio?

La piazza d'onore è meritata: scontri epici al limite della pelle d'oca, grandissimo mix di spada, acciaio e magia con scontri sempre sul filo del rasoio... Ma quanto casino nelle trama!

1 POSTO
Al primo posto, indiscusso vincitore di questa mia personalissima classifica... Rullo di tamburi... "Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina!".
Trasmesso in Italia, ovviamente pesantemente censurato (si veda sotto Naga, prosperosa maga amica-nemica di Rina) di scene simil osè, dal 1997 ma uscito nel resto del mondo due anni prima, non censurato, soprattutto in giappone.

Rina è una maga che pratica magia nera e che incontra, dopo aver rapinato una banda di ladri come al suo solito, Guido, che si offre come guardia del corpo per la ragazza che gli appare gracile e indifesa. Da allora i due non si separeranno più. Pochi giorni dopo dei misteriosi personaggi si interessano a ciò che la ragazza aveva rubato in precedenza, e fra di essi vi è lo sciamano Zelgadis che, al contrario di Rina, pratica la magia bianca.
Zelgadis,  una volta umano ma ormai trasformato completamente in pietra, cercherà in tutti i modi di ottenere un oggetto: inizialmente cercando di comprare tutta la refurtiva, poi usando la forza. 
Intanto Rina scopre che l'oggetto stregato è una piccola statua di oricalco, e più volte in pericolo verrà salvata anche dal suo compagno Guido possessore della spada di luce.

Protagonista assoluta, quindi, è la giovane maga Rina Inverse. 
Questa viene sempre affiancata da Guido, aitante ma imbranato spadaccino; lo sciamano Zelgadis Greywords, dapprima avversario ed in seguito alleato di Rina; Amelia Wil Tesla Saillune, una principessa che si unirà a Rina nelle sue avventure e, negli OAV l'amica/rivale Naga the White Serpent, prosperosa quanto arrogante maga.

Ciò che rende questo cartone il vincitore di questa classifica sono l'ambientazione fortemente medievale e fantasy, talmente ben curata ed epica da poter essere utilizzata da un Master di D&d per una campagna.

I personaggi sono sviluppati in maniera approfondita e diversificata non solo nei caratteri ama che nelle capacità combattive e magiche.
Il nemico è potente e spaventoso e, soprattutto, Rina non è il classico eroe tutto d'un pezzo senza macchia bensì una stregona che utilizza la magia nera e il cui obiettivo e farla franca sempre e comunque.

Condividete la mia classifica?
Non siate timidi e dite la vostra qui sul blog o su facebook!

Zaffo

sabato 6 gennaio 2018

Imparare a progettare un romanzo con il metodo "Fiocco di neve" e l'arte dei piccoli passi.

Antoine de Saint Exupéry, autore del famosissimo "Il piccolo principe" (terzo libro più letto al mondo), è anche l'autore di una preghiera in cui chiede al Signore di insegnargli l'arte dei piccoli passi... Perché, si sa, i piccoli passi possono portare a grandi risultati.

D'altro canto, se meno di un anno fa, con il mio racconto "Sywyn Yana: il demone di Kalisha" ho vinto il concorso letterario "Midgard Narrativa 2017" lo devo anche in una certa misura alla politica dei piccoli passi: un po' perché tra famiglia e lavoro e impegni quotidiani lo scrivere è per forza di cose a piccoli passi ma anche perché avendo sempre troppo poco tempo per scrivere il metodo è diventato sempre più importante; organizzare le idee, svilupparle in maniera coerente con dei personaggi a loro volta coerenti sono solo alcune priorità, direi necessità, cui lo scrittore deve far fronte.














Galeotta fu, in tal senso, una chiacchierata con il mio buon amico ed autore Ivano Manera; mi mise nell'orecchio una pulce che con la sua vocina continuava a ripetermi "metodo del fiocco di neve, metodo del fiocco di neve". Stanco di questa insistente vocina, decisi di ascoltarla e mi imbattei in un bellissimo articolo "The Snowflake Method For Designing A Novel", nel quale Randy Ingermanson spiega il suo metodo per la stesura di un buon romanzo. 

Ebbene, non sono un fine linguista sicché in mio aiuto venne Google Translate; sperando che possa essere per voi un valido aiuto come lo è stato e lo è tutt'ora per me, di seguito la traduzione in italiano dell'articolo sul metodo c.d. "Fiocco di neve"che, a mio modesto parere, ben interpreta la politica dei piccoli passi.


Tempo di lettura 20 minuti

I dieci passi del progetto
Prima di iniziare a scrivere, devi organizzarti. Devi mettere tutte quelle meravigliose idee sulla carta in un formato che puoi usare. Perché? Perché la tua memoria è fallibile e la tua creatività ha probabilmente lasciato molti buchi nella tua storia - buchi che devi riempire prima di iniziare a scrivere il tuo romanzo. Hai bisogno di un documento di progetto. E devi produrlo usando un processo che non uccide il tuo desiderio di scrivere effettivamente la storia. Ecco la mia procedura in dieci passaggi per scrivere un documento di progettazione. Uso questo processo per scrivere i miei romanzi e spero che ti possa aiutare.

Passo 1) 
Prenditi un'ora e scrivi un riassunto di una frase del tuo romanzo. Qualcosa del genere: "Un fisico canaglia viaggia indietro nel tempo per uccidere l'apostolo Paolo." (Questo è il riassunto del mio primo romanzo, Transgression). La frase ti servirà per sempre come uno strumento di vendita di dieci secondi. Questa è la grande immagine, l'analogico di quel grande triangolo iniziale nella foto del fiocco di neve.
     Quando in seguito scrivi la tua proposta di libro, questa frase dovrebbe apparire molto presto nella proposta. È il gancio che venderà il tuo libro al tuo editore, al tuo comitato, alla forza vendita, ai proprietari di librerie e, in definitiva, ai lettori. Quindi fai il meglio che puoi!
     Alcuni suggerimenti su ciò che rende una buona frase:
Più breve è meglio. Prova per meno di 15 parole.
Nessun nome di personaggio, per favore! Meglio dire "un trapezista handicappato" che "Jane Doe".
Unisci il quadro generale e l'immagine personale. Quale personaggio ha più da perdere in questa storia? Ora dimmi cosa vuole vincere.
Leggi i blurb su una sola riga nella lista dei bestseller del New York Times per imparare come farlo. Scrivere una descrizione di una frase è una forma d'arte.

Passo 2) 
Prenditi un'altra ora ed espandi la frase in un paragrafo completo che descriva l'impostazione della storia, i principali disastri e la fine del romanzo. Questo è l'analogo del secondo stadio del fiocco di neve. Mi piace strutturare una storia come "tre disastri più un finale". Ciascuno dei disastri richiede un quarto del libro da sviluppare e il finale prende l'ultimo quarto. Non so se questa sia la struttura ideale, è solo un mio gusto personale.
     Se credi nella struttura del Tre Atti, allora il primo disastro corrisponde alla fine del primo atto. Il secondo disastro è il punto centrale dell'Atto 2. Il terzo disastro è la fine dell'Atto 2 e impone l'atto 3 che si conclude cose sopra. Va bene che il primo disastro sia causato da circostanze esterne, ma penso che il secondo e il terzo disastro dovrebbero essere causati dai tentativi del protagonista di "aggiustare le cose". Le cose vanno sempre peggio.
     Puoi anche usare questo paragrafo nella tua proposta. Idealmente, il tuo paragrafo avrà circa cinque frasi. Una frase per darmi lo sfondo e l'ambientazione della storia. Poi una frase ciascuno per i tuoi tre disastri. Poi un'altra frase per dire la fine. Non confondere questo paragrafo con la copia di copertina posteriore per il tuo libro. Questo paragrafo riassume l'intera storia. La tua copia di copertina posteriore dovrebbe riassumere solo il primo quarto della storia.

Passo 3) 
Quanto sopra ti offre una visione di alto livello del tuo romanzo. Ora hai bisogno di qualcosa di simile per le trame di ciascuno dei tuoi personaggi. I personaggi sono la parte più importante di ogni romanzo, e il tempo investito nel progettarli in anticipo pagherà dieci volte quando inizi a scrivere.          Per ciascuno dei tuoi personaggi principali, prendi un'ora e scrivi un foglio di riepilogo di una pagina che dice:
Il nome del personaggio
Un riassunto di una frase della trama del personaggio
La motivazione del personaggio (cosa vuole in astratto?)
L'obiettivo del personaggio (cosa vuole concretamente?)
Il conflitto del personaggio (cosa impedisce di raggiungere questo obiettivo?)
L'epifania del personaggio (che cosa imparerà, come cambierà?
Un riassunto di un paragrafo della trama del personaggio
     Un punto importante: potresti scoprire che è necessario tornare indietro e rivedere il riepilogo di una frase e / o il riepilogo di un paragrafo. Vai avanti! Questo è buono, significa che i tuoi personaggi ti stanno insegnando cose sulla tua storia. Va sempre bene in qualsiasi fase del processo di progettazione tornare indietro e rivedere le fasi precedenti. In realtà, non è solo okay, è inevitabile. 
Ed è buono, tutte le revisioni che fai ora sono revisioni che non dovrai più apportare a un manoscritto di 400 pagine goffo.
     Un altro punto importante: non deve essere perfetto. Lo scopo di ogni fase del processo di progettazione è farti avanzare al passo successivo. Mantieni il tuo slancio in avanti! Puoi sempre tornare più tardi e sistemarlo quando comprendi meglio la storia. Lo farai anche tu, a meno che tu non sia molto più intelligente di me.

Passo 4) 
A questo punto, dovresti avere una buona idea della struttura su larga scala del tuo romanzo, e hai passato solo un giorno o due. Beh, sinceramente, potresti aver speso una settimana, ma non importa. Se la storia è infranta, lo sai ora, piuttosto che dopo aver investito 500 ore in una prima bozza sconclusionata. Quindi ora continua a far crescere la storia. Prendi alcune ore ed espandi ogni frase del tuo paragrafo riassuntivo in un paragrafo completo. Tutto tranne l'ultimo paragrafo dovrebbe finire in un disastro. L'ultimo paragrafo dovrebbe dire come finisce il libro.
     Questo è molto divertente e alla fine dell'esercizio hai uno scheletro di una sola pagina del tuo romanzo piuttosto decente. Va bene se non riesci a ottenere tutto su una singola pagina distanziata.            Ciò che conta è che sviluppi le idee che andranno nella tua storia. Stai espandendo il conflitto. Ora dovresti avere una sinossi adatta per una proposta, sebbene esista un'alternativa migliore per le proposte. 

Passo 5) 
Prendi un giorno o due per scrivere una descrizione di una pagina di ogni personaggio principale e una descrizione di mezza pagina degli altri personaggi importanti. Queste "sinossi di personaggi" dovrebbero raccontare la storia dal punto di vista di ciascun personaggio. Come sempre, sentiti libero di tornare ai passaggi precedenti e apportare revisioni mentre impari cose interessanti sui tuoi personaggi. Di solito mi piace di più questo passaggio e ultimamente ho inserito le "sinossi dei personaggi" nelle mie proposte anziché in una sinossi basata sulla trama. Gli editori amano le sinossi dei personaggi, perché gli editori amano la narrativa basata sui personaggi.

Passo 6) 
Ormai, hai una storia solida e diversi thread di storie, uno per ogni personaggio. Ora prendi una settimana ed espandi la sinossi della trama di una pagina del romanzo in una sinossi di quattro pagine. Fondamentalmente, espanderai di nuovo ogni paragrafo dal passaggio (4) in una pagina intera. Questo è molto divertente, perché stai cercando di capire la logica di alto livello della storia e prendere decisioni strategiche. Qui, vorrai sicuramente tornare indietro e sistemare le cose nei passaggi precedenti man mano che acquisisci conoscenza della storia e nuove idee ti sbattono in faccia.

Passo 7) 
Prendi un'altra settimana ed espandi le descrizioni dei personaggi in veri e propri diagrammi dei personaggi che dettagliano tutto ciò che c'è da sapere su ciascun personaggio. Le cose standard come la data di nascita, la descrizione, la storia, la motivazione, l'obiettivo, ecc. Ancora più importante, come cambierà questo personaggio entro la fine del romanzo? Questa è un'espansione del tuo lavoro nel passaggio (3) e ti insegnerà molto sui tuoi personaggi. Probabilmente tornerai indietro e rivedi i passaggi (1-6) man mano che i tuoi personaggi diventano "reali" per te e inizi a fare richieste petulanti sulla storia. Questo è bello - la grande finzione è guidata dai personaggi. Prendi tutto il tempo necessario per farlo, perché stai solo risparmiando tempo a valle. 
Quando hai finito questo processo, (e potrebbe volerci un mese intero di sforzi per arrivare qui), hai la maggior parte di ciò che ti serve per scrivere una proposta. Se sei un romanziere pubblicato, puoi scrivere una proposta ora e vendere il tuo romanzo prima di scriverlo. Se non sei ancora pubblicato, dovrai scrivere il tuo intero romanzo prima di poterlo vendere. No, non è giusto, ma la vita non è giusta e il mondo della narrativa è particolarmente ingiusto.

Passo 8) 
È possibile o meno effettuare una pausa qui, in attesa che il libro venda. Ad un certo punto, devi davvero scrivere il romanzo. Prima di farlo, ci sono un paio di cose che puoi fare per rendere più facile la prima traumatica trauma. La prima cosa da fare è prendere quella sinossi di quattro pagine e fare un elenco di tutte le scene di cui avrai bisogno per trasformare la storia in un romanzo. E il modo più semplice per fare quella lista è. . . con un foglio di calcolo.
     Per qualche ragione, questo è spaventoso per molti scrittori. Oh l'orrore. Affrontarla. Hai imparato a usare un word processor. I fogli di calcolo sono più facili. È necessario creare un elenco di scene e sono stati inventati fogli di calcolo per creare elenchi. Se hai bisogno di una guida, compra un libro. Ce ne sono mille là fuori, e uno di loro funzionerà per te. Dovresti impiegare meno di un giorno per imparare il bit di cui hai bisogno. Sarà il giorno più prezioso che tu abbia mai trascorso. Fallo.
     Crea un foglio di calcolo che dettaglia le scene che emergono dal tuo schema di trama di quattro pagine. Crea una sola riga per ogni scena. In una colonna, elenca il personaggio POV (Point of View o meglio Punto di Vista). In un'altra (ampia) colonna, racconta cosa succede. Se vuoi essere elegante, aggiungi altre colonne che ti dicono quante pagine ti aspetti di scrivere per la scena. Un foglio di calcolo è l'ideale, perché puoi vedere l'intera trama a colpo d'occhio, ed è facile spostare le scene in giro per riordinare le cose.
     I miei fogli di calcolo di solito finiscono per essere lungo più di 100 righe, una riga per ogni scena del romanzo. Mentre sviluppo la storia, creo nuove versioni del foglio di lavoro della mia storia. Questo è incredibilmente utile per analizzare una storia. Può essere necessaria una settimana per creare un buon foglio di calcolo. Quando hai finito, puoi aggiungere una nuova colonna per i numeri dei capitoli e assegnare un capitolo a ciascuna scena.

Passo 9) 
(Facoltativo) 
Torna al tuo elaboratore di testi e inizia a scrivere una descrizione narrativa della storia. Prendi ciascuna riga del foglio di calcolo ed espandila in una descrizione multi-paragrafo della scena. Inserisci le linee di dialogo che ti vengono in mente e disegna il conflitto essenziale di quella scena. Se non c'è conflitto, lo saprai qui e dovresti aggiungere conflitti o strofinare la scena.
     Scrivevo una o due pagine per capitolo e ho iniziato ogni capitolo su una nuova pagina. Poi l'ho appena stampato e messo in un bloc notes, così ho potuto facilmente scambiare capitoli più tardi o revisionare i capitoli senza incasinare gli altri. Questo processo mi ha richiesto di solito una settimana e il risultato finale era un enorme documento stampato di 50 pagine che avrei rivisto con inchiostro rosso mentre scrivevo la prima bozza. Tutte le mie buone idee quando mi sono svegliato la mattina sono state scritte a mano ai margini di questo documento. Questo, a proposito, è un modo piuttosto indolore di scrivere quella sinossi dettagliata che tutti gli scrittori sembrano odiare. Ma è davvero divertente da sviluppare, se prima hai fatto i passaggi da (1) a (8). Quando ho fatto questo passo, non ho mai mostrato questa sinossi a nessuno, men che meno a un editore - era solo per me. Mi è piaciuto pensarlo come la prima bozza del prototipo. Immagina di scrivere una prima bozza in una settimana! Sì, puoi farlo e ne vale la pena. Ma sarò onesto, non ho più bisogno di questo passo, quindi non lo faccio ora.

Passo 10) 
A questo punto, siediti e inizia a battere la vera prima bozza del romanzo. Rimarrai sbalordito dalla velocità con cui la storia vola via dalle tue dita in questa fase. Ho visto gli scrittori triplicare la velocità di scrittura di fiction durante la notte, producendo al contempo bozze di prima qualità migliori di quelle che solitamente producono su una terza bozza.
     Potresti pensare che tutta la creatività sia stata rimossa dalla storia in questo momento. Bene, no, a meno che tu non abbia esagerato con la tua analisi quando hai scritto il tuo "Fiocco di Neve". Questa dovrebbe essere la parte divertente, perché ci sono molti problemi logici su piccola scala da risolvere qui. Come fa l'eroe a uscire da quell'albero circondato da alligatori e salvare l'eroina che è nella barca a remi in fiamme? Questo è il momento di capirlo! Ma è divertente perché sai già che la struttura su larga scala del romanzo funziona. Quindi devi solo risolvere una serie limitata di problemi, e quindi puoi scrivere relativamente velocemente.
     Questo stage è incredibilmente divertente ed eccitante. Ho sentito molti sceneggiatori lamentarsi di quanto sia difficile la prima stesura. Invariabilmente, è perché non hanno idea di cosa verrà dopo. Buon dolore! La vita è troppo breve per scrivere così! Non c'è motivo di dedicare 500 ore alla stesura di una prima bozza del tuo romanzo quando ne puoi scrivere una solida su 150. Contando le 100 ore necessarie per realizzare i documenti di progettazione, arrivi in ​​anticipo nel tempo.
     Circa a metà di una prima bozza, di solito faccio una pausa e sistemo tutte le parti rotte dei miei documenti di progettazione. Sì, i documenti di progettazione non sono perfetti. Va bene. I documenti di progettazione non sono fissi in cemento, sono una serie vivente di documenti che cresce man mano che sviluppi il tuo romanzo. Se stai facendo bene il tuo lavoro, alla fine della prima stesura riderai di quello che un pezzo di spazzatura dilettantistico erano i tuoi documenti di progettazione originali. 
E sarai elettrizzato dalla profondità della tua storia.

Zaffo

martedì 26 dicembre 2017

Auguri di buone feste a tutte e tutti voi: buona fine e miglior inizio! :)

Durante il periodo delle vacanze, specialmente quelle natalizie, cerco di disintossicarmi dalla tecnologia, dai social, dallo smartphone e simili per dedicarmi ai rapporti umani, soprattutto quelli famigliari che durante l'anno più di tutti pagano il prezzo di una vita quotidiana sempre sul filo del minuto...
Aerosmith - Livin' on the edge
Ma doveroso è un augurio sincero a tutti voi e tutte voi di buone feste perché possano per tutti essere un momento di riequilibrio, un momento per stare con le persone a cui si vuole bene, dal vivo, senza intermediari tecnologici. 

Per quanto riguarda "Il fantasy secondo Zaffo", il bilancio del 2017 è stato più che positivo: durate il suo primo anno di vita le visualizzazioni sono state ben più di 10.000 (dicasi diecimila!); le interviste belle e importanti ci hanno fatto conoscere autori che ancora al giorno d'oggi tengono vivo il vero fantasy e che io ho definito gli alfieri del fantasy; abbiamo letto di storie epiche e coinvolgenti, di personaggi mitici e mitologici.

Il 2018 dovrà essere all'altezza, proprio per questo sto lavorando per farvi leggere di sempre nuovi orizzonti fantastici; in programma, al momento, tre eventi sicuramente degni di nota:
1) Intervista con l'editore: Fabrizio Bandini ci presenta Midgard editrice.
La storia di un editore, la nascita di una casa editrice e tanti tanti utili consigli per chi vuole iniziare a scrivere con l'editore giusto.

2) Intervista con l'autrice: Paola Scagliarini e come si vive di sola scrittura.
Il sogno di ogni scrittore, in Italia, è vivere della propria penna, e lei ci riesce! Scopriamo come.

3) Intervista con il bardo: Luigi Soranno e i suoi "Arcane Tales".
Il fantasy scritto in note, musica epica per chi sogna il fantasy.

Buon fine anno e miglior inizio!
ZAFFO



domenica 26 novembre 2017

Assogevi Onlus: "Aspettando il Natale 2017" - Giochi in scatola, ricca lotteria e golosità per tutti

Con il gentile contributo di: LoisonPrixGames AcademyComune di Vicenza

Buona domenica carissime e carissimi lettori, lettrici, amiche ed amici; quest'oggi si torna con la rubrica "E' bene fare del bene quando si può fare del bene".
Voglio parlarvi di uno degli eventi più attesi dell'anno, uno degli eventi per i quali lo staff di Assogevi ha il piacere di impegnarsi, spendersi e mettersi in gioco... Nel vero senso della parola!

Oggi, domenica 26 Novembre 2017 dalle ore 15.00, presso Villa London Tacchi (Viale della Pace n. 89 - 36100 Vicenza) avremo l'occasione di divertirci tutti insieme, grandi e piccini, famigliari e amici, passando un pomeriggio tra frizzi e sollazzi: giochi in scatola per tute le età e tutti i gusti, gustosissime leccornie presso il bar interno, ricca lotteria con premi per tutti e per tutti i partecipanti un ottimo panettone gentilmente concesso da Loison.

















Dalle luci dell'alba lo staff di Assogevi è all'opera per preparare al meglio il grande ed accogliente salone dove si terranno i bagordi e dove tutti, io compreso, potremmo lasciarci alle spalle il tedio quotidiano per dedicarci a tornare per qualche ora spensierati bambini o giovincelle fanciulle con un solo pensiero: giocare.
Per di più giocare davanti ad un sacchetto di pop corn, una tazza di cioccolato o un caffè caldo.








Main attraction, star della giornata che farà letteralmente impazzire grandi e piccini è il "Gioco dell'oca umano"! Chi non ha mai sognato almeno per una volta nella vita di essere egli stesso protagonista in carne ed ossa di uno dei giochi più famosi, divertenti ed allegri che l'umanità abbia mai inventato? E allora sotto sfidanti e che vinca il migliore 😎


Di seguito una selezione di alcuni tra i giochi nei quali noi tutti potremmo cimentarci oggi pomeriggio, dalle ore 15.00, e che sono sicuro vi faranno strabuzzare gli occhi.
Per i giochi si ringraziano di cuore i fantastici ragazzi della mitica Games Academy di Vicenza, un vero paradiso per chi vuole, come Alice, perdersi nel paese delle meraviglie fatto di fumetti, giochi, tornei, gadget e chi più ne ha più ne metta.









Vi aspettiamo numerosissimi e numerosissime, bambine e bambini, genitori e nonni e zii e cugini, amiche ed amici di terra e di mare e di cielo, da qualunque posto proveniate oggi è bene fare del bene per sostenere Assogevi, associazione di promozione sociale, che con le sue molte attività sostiene ormai da molti anni attività a scopo benefico.
Grazie a tutti per l'attenzione e a tra poco!

Zaffo




domenica 8 ottobre 2017

"Il ritorno dei Berserker" di Pietro Ferruzzi - Un'avventura fantasy in cui il naufragar m'è dolce.

Il naufragar m'è dolce in questo epic fantasy sì tanto avventuroso come da tempo, troppo tempo, non mi capitava di leggere.

Mie care affezionate, miei cari affezionati, come promesso sono questa domenica a parlarvi di "Il ritorno dei Berserker" di Pietro Ferruzzi; un romanzo che ho gustato dalla prima all'ultima pagina e il cui gusto ha soddisfatto appieno il mio palato desideroso di avventura ed epicità.
Ho divorato le pagine una ad una come un pop corn tira l'altro: ogni capitolo è ben strutturato, equilibrato e pieno di azione ed avventura condite però da spunti sulla trama che avanza come un treno direttissimo, approfondimenti sui personaggi e la loro storia personale anche loro funzionali alla storia che l'autore ci racconta e, dulcis in fundo, una buona dose di colpi di scena di quelli che davvero non ci si aspetta e che potrebbero far deragliare l'avventura su binari inimmaginabili.

Se doveste chiedermi: "chi è il protagonista del romanzo?" Non saprei davvero rispondervi poiché le gesta narrate coinvolgono intere famiglie, tribù, razze e regni; protagonista del romanzo è il mondo creato da Pietro Ferruzzi, la sua storia e le vicende che in "Il ritorno dei Berserker" si narrano.
Questo, a mio avviso, è un bellissimo pregio di un lavoro che dimostra anche e soprattutto in
questo aspetto tutta la professionalità, la passione e lo studio che ci sta dietro. Tutto è ragionato a tavolino, tutto è stato previsto dall'autore e da chi al libro ha dedicato il proprio lavoro, eppure al lettore l'incastro degli eventi appare mai artificioso ma sempre naturale, armonioso e verosimile.

Curiosi eh?!
Iniziate con il leggervi la seconda parte dell'intervista a Pietro Ferruzzi dedicata al suo romanzo e al dietro le quinte de "Il ritorno dei Berserker".
Tempo di lettura: 15 minuti

Pietro, chi è il vero protagonista del tuo romanzo?
     Non esiste un protagonista assoluto: c’è un nucleo di personaggi principali attorno ai quali ruota tutta la storia.
Un ruolo di spicco lo ricopre Cameron, il Re delle terre di Oppas, un personaggio al quale sono molto affezionato e che forse è proprio quello che nel bene e nel male più mi rappresenta.

I tuoi personaggi hanno tutti età, lignaggi, storie, capacità e personalità diverse… Da dove sono nati cosi tanti personaggi da coinvolgere in una sola storia?
     Tutti nascono da esperienze personali diverse, ognuno racchiude una parte di me. Qualcuno è più ispirato alle persone che più mi sono vicine.
Il difficile è stato amalgamarli e impegnarsi a farli agire, pensare e parlare in base al rispettivo ruolo e alla rispettiva età.

Pur essendo molti personaggi e tutti diversi tra loro, c’è una linea rossa che li unisce e li amalgama, quanto è stato difficile e complesso mantenere l’equilibrio dei rapporti tra loro?
     Dietro alla “linea rossa” c’è stato un grosso lavoro di preparazione per far emergere le loro qualità e i loro difetti senza risultare troppo pesante o utilizzare stereotipi.
Equilibrio è una parola impegnativa, a volte regna il caos psicologico ma dopo tutto nessuno è sempre lineare nel suo modo di vivere la vita. Ho cercato di renderli normali e attraverso il romanzo ciascuno di loro, a modo suo, compie un percorso di crescita e consapevolezza dei propri mezzi.

Cameron, il Re di Oppas, è il personaggio che tra tutti, a mio avviso, subisce una maggiore evoluzione; è stato il primo personaggio a prendere forma nella tua testa oppure ce ne sono stati altri prima?
     Re Cameron me lo sono portato dietro dal primo libro "Il Sigillo di Aetherea", chi ha letto entrambi i romanzi noterà quanto questa evoluzione sia tangibile.
Se devo essere sincero, il primo personaggio sul quale doveva essere incentrato un racconto che poi è diventato "Il sigillo di Aetherea" è stato Puck.

Un’altra bellissima caratteristica del tuo romanzo sono i colpi di scena, ce ne sono davvero moltissimi e tutti sono davvero inaspettati. Una pianificazione così precisa della storia richiede un metodo molto preciso, parlaci di questo aspetto del tuo lavoro.
     Questa è una domanda che mi riempie di orgoglio: non c’è obiettivo più difficile per un romanzo fantasy di essere originale e mai scontato.
Nel primo libro ho gettato le basi per alcune situazioni che volevo sviluppare nel secondo, alcune tracce o porte lasciate aperte che mi hanno guidato nella stesura di "Il ritorno dei Berserker". E’ stato difficile incastrare tutte le tessere del mosaico nel modo giusto ma sono più che soddisfatto del risultato.
Quando ho già in mente il colpo di scena, costruirgli intorno la giusta aspettativa e farlo accadere nel momento in cui il lettore meno se lo aspetta diventa più facile di quando scrivo a getto senza sapere dove andare a parare. Posso dire che questo è l’aspetto che ho cercato di curare maggiormente e in relazione al quale ho speso più energie. Sono contento che tu l’abbia notato (sorrido come un ebete mentre scrivo).

Per produrre un romanzo di alta qualità artistica e con una trama così fitta, immagino, il lavoro è davvero tanto; ci sono delle figure che dietro le quinte ti hanno dato il loro supporto?
     Certo, ne voglio ringraziare alcune: Fabio Neri appartenente alla Compagnia di rievocazione storica "Giovanni delle Bande Nere" per tutto quello che riguarda armi, duelli, equipaggiamento degli eserciti e descrizione delle battaglie. Lauramaria Gerola e Cristina Sprela, le mie più affezionate beta readers. Stefano Marguccio autore di "Cronache dei due mondi" per avermi bacchettato sul punto di vista e avermi dato preziosi suggerimenti stilistici. Dulcis in fundo Claudia Cintio che in tempi non sospetti ha editato il romanzo sostenendomi sempre (ha usato un pò il metodo del bastone e la carota con me ma ha avuto ragione).
Voglio anche ringraziare mia moglie Elisabetta, che se non ha chiesto il divorzio durante la stesura dei libri forse mi sopporterà fino alla fine.
Un grazie anche a tutti i lettori di "Il sigillo di Aetherea" che mi hanno lasciato una recensione, un commento o anche solo un complimento al volo: è grazie a loro se ho continuato a scrivere.

L’epicità della tua storia è trasbordante ed è un esempio, a mio parere, di heroic fantasy degno di nota; in questa epicità si inserisce perfettamente un pantheon di divinità in guerra tra loro e che, in guerra, trascinano i loro fedeli e i loro emissari nel mondo da te costruito. Quale ruolo hai voluto dare alle divinità del tuo pantheon? Perché hai scelto di dar loro un’influenza così grande sui personaggi del tuo romanzo e sulla storia alla quale danno vita?
     Sono andato un pò in controtendenza rispetto a "Il Sigillo di Aetherea" dove l’interferenza delle divinità era più contenuta.
In il "Ritorno dei Berserker" il ruolo delle divinità è quello di guida piuttosto che parte attiva; alla fine non scendono mai davvero in campo se non in un’occasione: il deus ex machina che risolve la situazione a volte ti si ritorce contro... Almeno io, in qualità di lettore, storco un pò il naso.

Un altro pilastro sul quale si regge il tuo romanzo è la famiglia e i rapporti famigliari; quanto di autobiografico c’è in questo? Quanta importanza rivestono i legami famigliari per Pietro?
     La famiglia è tutto per me. Io sono "old style" e desidero con tutto me stesso di riuscire a trasmettere ai miei figli tutto ciò che di positivo mi ha donato la vita evitando loro, al contempo, le difficoltà e le sofferenze che ho dovuto affrontare io... A volte il destino è veramente bastardo.

Ultime domande… Quanto tempo è passato dall'idea del romanzo alla sua effettiva pubblicazione?
     Come già detto prima, l’idea della trama di "Il Ritorno dei Berserker" si è fatta strada nella mia testolina mentre stavo scrivendo "Il Sigillo di Aetherea". Ho iniziato a scriverlo nel giugno del 2015 e per vari motivi l’ho abbandonato e ripreso più volte. Poi, nell’estate del 2016 mi ci sono buttato anima e corpo bruciando tutto il tempo libero. Finito a novembre 2016, dopo svariati mesi per revisioni e ripensamenti, ad agosto 2017 è uscito l’ebook pubblicato con Amazon KPD come self publisher.
Ma non è finita qui perché ad ottobre 2017 uscirà il cartaceo pubblicato da I.D.E.A. (immagina di essere altro)... Un nuovo capitolo di questa bellissima avventura.

A proposito, perché hai scelto di pubblicare il libro come self publisher? Di conseguenza, qual è il tuo rapporto con l’editoria tradizionale? 
     Curo un blog che ho chiamato "Esordiente allo sbando", lì racconto in vari articoli tutta la storia dei miei romanzi e le decisioni prese.
Per farla breve, il primo libro l’ho pubblicato con una casa editrice di Pisa (Editrice Campanila) e purtroppo, per vari motivi, le cose non hanno funzionato come speravo. Non me la sentivo di rifare tutta la trafila delle case editrici per "Il Ritorno dei Berserker" e ho optato per un editing e una copertina fatta dal progetto editoriale I.D.E.A. per pubblicare in self il mio secondo romanzo. Nel momento in cui ho avuto la liberatoria dalla precedente casa editirce, I.D.E.A. ha iniziato anche a lavorare come casa editrice e mi ha proposto di entrare in famiglia, perché questo I.D.E.A. è per me, ed ho subito accettato con entusiasmo.
Non chiedo molto a una casa editrice se non quello di non essere lasciato da solo e sentirmi parte di un progetto comune e di una crescita insieme.

Come, dove e quando pubblicizzi le tue opere? Attraverso quali eventi, siti o con quali altri strumenti?
     Credo che lo strumento più potente sia il passaparola. Poi viene internet e quindi cerco di essere attivo su vari gruppi Facebook, ma sono anche su Goodreads, Wattpad e Twitter.
Come già detto, curo anche un blog tramite il quale cerco di ottenere un pò più di visibilità.
Ci tengo a dire che I.D.E.A. è molto attiva nella promozione e partecipa anche a varie fiere: saremo a Romics il 7 e l’8 Ottobre e io ho già in mano i biglietti del treno. Seguirà Pordenone il 18-19 Novembre.

Ultima domanda, immancabile, progetti correlati a “Il ritorno dei Berserker”? Progetti futuri?
     Vorrei tanto cominciare a scrivere il terzo capitolo della saga, ho già una traccia in testa ma quello che mi manca è l’ispirazione per iniziare e soprattutto il tempo!
Nel frattempo, ho iniziato a scrivere qualche racconto, cosa che non avevo mai fatto e non credevo di essere in grado di fare (visto che quando ci avevo provato nel 2012 si è trasformato in romanzo), però sembra che funzionino e un paio dovrebbero essere pubblicati a breve, incrociate le dita per me!

Incrociamo le dita per te, Pietro, sperando di poter raccontare su "Il fantasy secondo Zaffo" i tuoi prossimi successi.

Dandovi appuntamento al prossimo post, vi lascio con un suggerimento musicale; alla prossima!

Blind Guardian - "Somewhere Far Beyond" full album (1992)

Zaffo

domenica 1 ottobre 2017

Pietro Ferruzzi - Il fantasy non è mai stato così avventuroso e sorprendente - CAP1: "L'uomo dietro l'autore, l'autore dietro il romanzo"


Buongiorno amic* e appassionat* di fantasy!
Oggi ho il piacere di parlarvi di un autore al quale tutti possono ispirarsi essendo prima tutto una persona vera che nonostante le difficoltà quotidiane che noi tutti viviamo ha deciso di fare del fantasy, un gran bel fantasy ben degno di essere ospitato su questo blog: Pietro Ferruzzi.
In questo post andremo a conoscere l'autore in quanto tale e andremo anche a curiosare nei suoi gusti letterari, musicali, cinematografici e ficcheremo il naso in qualche aneddoto della sua vita.
Pietro sarà ospite de "Il fantasy secondo Zaffo" anche la prossima settimana, o meglio ospite sarà il suo romanzo "Il ritorno dei Berserker".
Questo perché credo che dietro ad ogni opera ci sia una persona che merita di essere conosciuta in quanto portatrice, nella propria opera, di tutto ciò che è e che ha vissuto.
Iniziamo quindi a conoscere Pietro Ferruzzi e il suo mondo preparandoci quindi ad esplorare insieme, la prossima settimana, il mondo letterario da lui creato.











Pietro, autore del ciclo "L'era della luna rossa" fa parte della scuderia di "I.D.E.A. Immagina di essere altro" ovvero, e cito testualmente "una micro Casa Editrice le cui pubblicazioni hanno raggiunto in un anno migliaia di persone, nonostante i pochi mezzi a disposizione. La nostra missione? Riqualificare il fantasy italiano tramite contenuti importanti e trame avvincenti, meravigliose illustrazioni e suggestive proposte di lettura. Il fantasy aiuta a crescere se accompagnato da contenuti sociali e messaggi importanti, aiuta a sognare in un periodo storico che uccide i sogni, ti porta a immaginare di essere altro rimanendo sempre se stessi".
Come non essere d'accordo con l'idea che I.D.E.A. ha del fantasy?
Questa filosofia, questo stile che mi sento di poter abbracciare e condividere in pieno si ritrova davvero potente nel romanzo di cui vi parlerò la prossima settimana, ovvero  "Il ritorno dei Berserker": un romanzo che, posso già anticiparvi, si presenta molto curato fin dalla copertina davvero molto gradevole nelle immagine e soprattutto, a mio parere, nei colori davvero azzeccati. Si tratta di un romanzo che colpisce davvero nel segno e mi ha colpito specialmente per la capacità dell'autore di costruire una storia dall'intreccio mai scontato e anzi pieno di inattesi e inaspettati colpi di scena: non scherzo, giuro, quando dico di aver saltato qualche capitolo per vedere come andava a finire una vicenda legata ad un particolare personaggio; poi, ovviamente, ho recuperato il capitolo saltato, altrettanto bello ed avvincente ma... Non esagero nel dire che una cosa del genere mi è capitata solo leggendo "Il trono di spade" di George R.R. Martin.
Cosa significa? Che ogni personaggio è approfondito e ben caratterizzato e che ogni vicenda che riguarda quel personaggio è fondamentale ai fini di una storia che tiene con il fiato sospeso dall'inizio alla fine: non si sa mai davvero cosa possa capitare il paragrafo successivo eppure la lettura è sempre scorrevolissima e gradevole e, cosa affatto non scontata nel panorama fantasy italiano legato alle piccole case editrici, la forma grammaticale è perfetta e l'italiano ineccepibile.

Ho parlato fin troppo! E' il momento di lasciare parola e scena a Pietro Ferruzzi, un altro alfiere del fantasy alto, del fantasy che tutti noi vogliamo ancora leggere.

Dove e quando sei nato?
Firenze il 17 dicembre 1976.
Città in cui vivi:
Firenze.
Formazione ed istruzione:
Scientifica, altrimenti perché mettersi a scrivere fantasy se non per evadere dalle leggi esatte?
Ci racconti come è nato il tuo rapporto con la lettura?
Ho iniziato a 8 anni con "La spada di Shannara" di "Terry Brooks" e da quel momento non ho più smesso. Fino a qualche anno fa ero onnivoro, mentre adesso mi sto concentrando su autori fantasy italiani esordienti/emergenti pubblicati da case editrici o tramite self publishing. Nel mio piccolo (ho un blog) cerco di dare spazio a quegli autori secondo me più meritevoli di tanti altri più famosi o stranieri.
Il libro che porteresti con te in un’isola deserta:
Solo 1? Forse "Il Signore degli Anelli", almeno così riuscirei  a ricordarmi tutti i personaggi e le loro origini!
Giochi o hai giocato di ruolo?
Giocavo, mi sono appassionato con i libri game di "Lupo Solitario", poi con un gruppo di amici ho giocato a "Dungeons & Dragons" e "Advanced D&d".
Ho vinto anche un torneo giocando come Kender. Sono un po old style eh eh eh.
E di ruolo dal vivo?
Mai fatto, non so nemmeno se mi piacerebbe…
Quando, come e perché hai sentito la necessità di scrivere letteratura fantasy?
Era da un po che ci pensavo, avevo "millemila" pensieri che mi frullavano in testa. Non sapevo nemmeno che avrei potuto cimentarmi nella scrittura di ben due romanzi.
Il fantasy è stato il mezzo attraverso il quale sono riuscito a convogliare le mie idee in una trama logica e spero avvincente, inserendo anche dei messaggi importanti. Ho cercato di modernizzare un po il fantasy classico utilizzando i soliti cliché ma evitando i personaggi stereotipati come il cattivo di turno che non ha moventi o che al momento di vincere perde tempo inutilmente in chiacchiere. Gli eroi, inoltre, non sono tali in quanto tali ma persone comuni con i loro pregi e (tanti) difetti.
Tre romanzi che ritieni imprescindibili.
Più che di romanzi imprescindibili vorrei parlare di romanzi che mi hanno fatto pensare e hanno contribuito alla mia formazione: sicuramente "Signor Malaussène" di Daniel Pennac"Lo Hobbit" e via, farò pure l’erudito, "Rosso Malpelo" di Verga.
Chiaramente ce ne sono molti altri, oggi però mi vengono in mente questi.
Consiglia tre titoli musicali ai nostri lettori (canzoni o album).
Oh mamma, i miei gusti musicali sono un po obsoleti, però ci sono tre gruppi/autori che hanno accompagnato la mia crescita: QueenMichael Franti e Tupac Shakur.
Ti voglio raccontare questo aneddoto: nei lontani anni '90 ero a un concerto di Tupac insieme ai Public Enemy e Ice-T: quando dopo l’esibizione dei Public Enemy, al posto di Tupac si presentò un gruppo sconosciuto (Five O?) qualcuno da sotto il palco urlò “We want Tupac!” (vogliamo Tupac) e Ice-T prese il microfono e rispose: “Tupac is in Jail” (Tupac è in galera). Un rimpianto che mi porto dietro ancora oggi.
Tre film che devono esser visti.
Uno l’ho visto proprio ieri: "Sleepers"; per un fiorentino non può non essere citato "Amici miei" e un altro film che ho adorato è "Il sesto senso".
Con un aggettivo, com’è il fantasy secondo Pietro Ferruzzi?
Emozionante.

Vi lascio con tre brani estratti dagli artisti preferiti di Pietro Ferruzzi, dandovi appuntamento per la prossima settimana per parlare insieme di  "Il ritorno dei Berserker", secondo romanzo del ciclo "L'era della luna rossa" di Pietro Ferruzzi.

Queen - "One Vision" (1985)

Michael Franti & Spearhead - Say Hey (I Love You)

Tupac - Changes

Zaffo

venerdì 22 settembre 2017

Il romanzo "Pericoloso" di Roberta Caldognetto diventa "Pericoloso" il film; il sogno è divenuto realtà

Domenica 24 settembre 2017, ore 18.00, presso il cinema San Marco di Vicenza sarà proiettata la prima di "Pericoloso", film tratto dal romanzo della bravissima Roberta Caldognetto.

Ebbene, sono le 22.22 e sono sul mio divano, alla luce di una piccola lampada a led che illumina la tastiera sulla quale le mie dita battono leggere e veloci per fissare sullo schermo i pensieri fugaci ispirati da una musica delicata ma profonda (link: witch fantasy music).
Tutto ciò per un semplice motivo, una bella e buona causa: "Pericoloso", il film tratto dal romanzo omonimo di Roberta Caldognetto.

Trailer: "Pericoloso", il film
Roberta, una concittadina, prima di tutto, in quanto entrambi siamo figli della città del Palladio, Vicenza; autrice ed amica con la quale ho avuto il piacere di condividere eventi letterari ai quali abbiamo presentato i nostri lavori, le nostre storie e i nostri libri... Solo che, e di quanto sto per scrivere sono oltre modo felice, il suo lavoro e la sua storia e il suo libro "Pericoloso" sono diventati un film che, sono sicuro, farà innamorare il pubblico delle sale e convincerà le giurie dei concorsi cinematografici ai quale parteciperà, anche le più esigenti.
No, non si tratta di un fantasy ma è dannatamente giusto che io narri di colei che ha dato vita al sogno che tutti noi scrittori, autori, nerd, appassionati ed accaniti fans da sempre facciamo solo per poi svegliarci nei nostri letti.
Roberta, invece, assieme a chi in questa epica avventura le è stata e le è compagno o compagna potrà dire, senza falsa modestia ma fiera ed orgogliosa: "hai visto il film tratto dal mio romanzo? Non ancora? Cosa aspetti, è al cinema!"

Ebbene, mie carissime lettrici e miei cari lettori, andiamo a conoscere meglio Roberta nell'intervista che gentilmente ha rilasciato ai microfoni de "Il fantasy secondo Zaffo", intervista dal titolo "prima della prima" (scusate il gioco di parole ma era francamente irresistibile).
La prima (visione), per l'appunto, sarà proprio a Vicenza, Cinema San Marco, domenica 24 settembre 2017 ore 18.00: concittadine, concittadini e connazionali affrettatevi; il tutto esaurito è assicurato ma ancora qualche posticini lo trovate.
Costo del biglietto: 3 euro in prevendita, 5 euro al botteghino.  

Tempo di lettura: 10 minuti
Prima della prima, intervista a Roberta Caldognetto

D: Dove e quando sei nata?
R: Vicenza, 16 maggio 1990.
D: Dove vivi?
R: Isola Vicentina.
D: Quale la tua formazione?
R: Sono laureata in Scienze Giuridiche. Nella pratica non mi è piaciuto, così ho preso una strada totalmente diversa, sono specializzata nel seguire bambini e ragazzi affetti da DSA (disturbi dell'apprendimento) e ADHD (deficit di attenzione e iperattività). Questo lavoro mi è piaciuto così tanto, fin dall'inizio, che ho deciso di laurearmi nuovamente, questa volta in Scienze e tecniche psicologiche.
D: Che professione svolgi?
R: Ho aperto uno studio, "Gocce di memoria", specializzato in metodo di studio per bambini e ragazzi affetti da DSA e ADHD; all'interno dello studio svolgo la mia professione di formatrice e game trainer.
D: Passiamo ora al tuo libro, titolo?
R: "Pericoloso"
D: Quando e da chi è stato pubblicato?
R: E' stato pubblicato nel 2013 ma non ti dirò il nome della casa editrice perché non ho mai avuto risposta sui compensi dovuti e non ci siamo lasciati in buoni rapporti.
Nell'editoria italiana succede anche questo, ahimè, aggiungo io.
D: Quale storia racconta il libro? Senza svelarci il finale, non spoileriamo eh!
R: Racconta la storia di Gloria, una truccatrice che in seguito ad importanti delusioni decide di dare una svolta alla sua vita, ricominciando a vivere.
In modo pericoloso? Mi vien da chiedermelo...
D: Come sono nati il libro e la sua storia? Da dove hai tratto la tua ispirazione?
R: Mi sono seduta al pc e di getto è arrivata questa storia, frutto di pura immaginazione, come sempre quando scrivo.
D: La storia che racconti ha dei profili autobiografici? E dei risvolti sociali?
R: Niente di autobiografico. 
Il risvolto sociale forse sì: far capire a tutti che dopo i momenti bui si può ricominciare, che la luce esiste per tutti.
D: Arriviamo al film omonimo tratto dal tuo libro. Quali le tappe fondamentali del percorso da sogno a realtà?
R: Sicuramente l'aver trovato un gruppo di attori innamorati del progetto e motivati quanto me; mi hanno aiutata davvero tanto. Poi le location che ci hanno ospitati: vedendo un gruppo di giovani e giovanissimi, in molti ci hanno aperto le porte.
D: Umanamente, in quanto Roberta al di là della professionista e della scrittrice, quali e quanti sacrifici stanno dietro al tuo progetto divenuto così bella realtà? Quali tue virtù e qualità hanno reso possibile tutto questo?
R: Molti ostacoli economici: seppur il Comune di Vicenza abbia dato il suo patrocinio al progetto, a livello monetario non è stato d'aiuto. 
Grazie alla nostra determinazione e al nostro desiderio di veder parlare il mio romanzo siamo comunque riusciti a superare anche momenti difficili.
D: Quante altre persone e quante altre realtà hanno reso possibile la realizzazione del film?
R: Realtà vicentine come "Villa Bonin", "Mom benessere", "Vergilius", "Rosso amante gioielli", "Sintal", "Chimica ecologica", "Gocce di memoria" sono state davvero molto importanti ai fini della realizzazione pratica del film. Fondamentale è stato anche l'apporto dell' "Ulss di Schio" (un ente per noi eccezionale) e l'aiuto di attori e amici che ci hanno offerto la possibilità di girare in location altrimenti non accessibili.
D: Una curiosità da retroscena… Quanto è fedele il film rispetto al libro?
R: Abbastanza fedele, direi. Non è stato facile rispettare in toto il libro per ovvi motivi di tempo: basti pensare che tutte le scene girate ammontano a 8 ore e abbiamo dovuto ridurre il tutto condensandolo in 1 ora e 45 minuti; si è cercato di rimanere il più possibile fedeli al libro.
D: Un consiglio per chi ancora insegue i suoi sogni e, come te, vuole realizzarli.
R: Ci vuole forza, determinazione e molta, molta faccia tosta.
Si deve andare avanti nonostante i "no"; la fiducia in se stessi non va mai persa così come è importante cercare di rimanere sempre solari: io ero sempre positiva e ridevo spesso anche quando gli attori sbagliavano la battuta e si doveva ripetere la scena ancora e ancora.
Andate sempre avanti ridendo!
D: Infine, invitaci alla prima del film tratto dal tuo libro.
R: Vi aspetto domenica 24 settembre alle ore 18.00 al cinema San Marco di vicenza.
Una serata ricca di intrattenimento ed emozioni vere. Non mancate e, anzi, supportate questo progetto vicentino ed ambizioso!

Ringrazio Roberta Caldognetto per una delle interviste più interessanti, emozionanti e ricche che abbia fin'ora avuto il piacere di scrivere.
Non mancherò al cinema e non mancherò di supportare questo splendido progetto tra carta e pellicola.

Zaffo